Il Karate, Murakami e una Mezza da preparare: Luisella, la donna delle sfide

Il Karate, Murakami e una Mezza da preparare: Luisella, la donna delle sfide

Questo è un post alla quale sono molto affezionata, e che conservo da un po’ di tempo nel mio pc, in attesa del momento giusto per pubblicarlo. Luisella, ora che sei solare come tu solo sai essere, questo è per te.
Ho conosciuto Luisella sul web, grazie a Instagram: le foto del suo volto al termine di ogni corsa sull’amato “Ponte dell’Ortica”, hanno acceso in me la scintilla che mi ha fatto muovere i primi passi a 8:15 al km.
“E’ una di quelle donne che le conosci e decidi che da grande vuoi essere come lei, ovvero affascinante, colta, appassionata, con gli occhi a cuore quando guarda la sua metà e mamma di due figlie meravigliosamente fuori dal coro.
Oggi Luisella ha deciso di sfidarsi, di affrontare una prova importante: una mezza maratona. A Cambridge. E tutte noi che la ammiriamo, siamo sicure che sarà un gran successo.
Ma cos’ha di importante Luisella? Perchè scrivo un post su di lei? Credo ti basterà leggere le sue stesse parole per capirlo e per innamorarti…
D: Com’è nata la voglia di corsa? E perchè proprio il running?
Io ho sempre guardato gli altri correre. Ho sempre aspettato con gioia mio marito, maratoneta, agli arrivi.
Ma fino all’anno scorso non ho mai avuto il coraggio di fare “il primo passo di corsa”. Mi sono sempre sentita inadeguata. Lui non ha mai insistito. Io non ho mai osato pensarci.
Poi a 39 anni, sei anni fa, ho inziato a fare karate.
Cosa c’entra? C’entra perché alle soglie della cintura nera, l’anno scorso, il mio Maestro mi ha detto che era ora di fare sul serio e che era ora di correre. Correre correre correre.
Panico. Io non avevo mai corso e per me la corsa è sempre stata un incubo. Allora ho chiesto a mio marito da che parte cominciare: quanto/come/in che senso.
E lì è cominciato tutto. Ho iniziato a correre nei giardini sotto casa. Dico solo che quando ho iniziato non riuscivo a correre più di 600 metri.
Stai per affrontare una nuova grande sfida: la tua prima mezza (ndr: nel frattempo la mezza è stata egregiamente portata a termine!). Come hai abituato la tua mente al duro lavoro che stai facendo e che dovrai fare per ancora qualche mese?
Intanto sto allenando il corpo. Sto aumentando gradualmente la distanza, senza guardare i tempi. Ho messo dello scotch sul mio cardio, voglio vedere solo la distanza. Espediente che con me funziona.
Dio non mi ha regalato la velocità ma la resistenza. Ho capito, leggendo anche questo blog e riviste specializzate che per correre meglio senza farmi male, e io non voglio farmi male, ci vogliono strenght (forza), core (addominali) e cardio. Quindi ho inserito, oltre le 4 ore di karate settimanale, kick boxing e addominali in palestra.
Io corro all’alba intorno alle 5.30 e un trucco è preparare i vestiti vicino al letto! Tutto. Anche i calzini nelle scarpe.
Quanto alla mente, niente è impossibile. E qui è il karate che mi sostiene. Il karate è pazienza… e anche la corsa è pazienza.
Ascolti sempre bei pezzi quando corri. Che ruolo ha la musica nei tuoi allenamenti? E quali sono i tuoi brani cult?
Io “funziono” con la musica. Ad oggi non riesco a correre senza. Ascolto di tutto, soprattutto Radiohead e i Muse. Ma anche tanta musica tecno discretamente tamarra, perché mi fa da “metronomo”. Attualmente il mio brano cult è Weird Fishes dei Radiohead.
In fondo anche i runners sono strani pesci. Corrono, si sfiorano senza toccarsi mai, senza parlarsi. Ognuno con la sua storia.
Corri per raggiungere o per lasciare indietro qualcosa?
Io non lo so perché corro. So perché ho iniziato, come ho detto prima. Adesso però è diventata una necessità.
Io corro per stare da sola, per ascoltarmi e perché dopo sto meglio con gli altri. Dopo la corsa ho il “cuore buono”. E mi sembra tutto più “menageable”.
A chi ti ispiri per correre meglio?
La figura che più amo è quella del maratonetaEmil Zatopek. Lui diceva: se vuoi correre un miglio, corri un miglio. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una maratona.
E molto più umilmente a Mauro, mio marito. Voglio correre come lui, sorridendo. Leggera e senza far fatica. Almeno apparentemente!
P.S.: Tra i miei ispiratori ci sono anche tutte le Runlovers che ho incontrato. E con cui scambio ogni giorno immagini, consigli e diludendo…”
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Un pensiero su “Il Karate, Murakami e una Mezza da preparare: Luisella, la donna delle sfide

  1. mari muoio! hai scritto tutto: affascinante, colta e con due figlie fuori dal coro. Tutte le donne dovrebbero essere un po’ Lu. E vogliamo parlare delle sue borsette????

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