Time to be happy.

Time to be happy.

Eccolo. Dicembre is here, e comincia anche di lunedì: una manna per la mia mente!  (Quando le cose iniziano di lunedì io metto sempre in atto la “3 days revolution”, grandi progetti che sfumano dopo poco).
Quindi riprendo mano il blog con una nuova veste, che cambia come cambio colore e taglio di capelli.
Sono stati mesi lunghi e impegnativi, come quelli che stanno per arrivare, ma scrivere qui mi mancava troppo.

E poi è di nuovo il momento del Ptit, quindi come perdere l’occasione di parlare dei miei “piccoli momenti di felicità”?
Non vedo l’ora di conoscere tanta bella gente, come ogni anno, e vedere le cose belle che postano.

Intanto mi avvicino al mio primo momento di felicità: la rinominata “Fiera dell’Artigianato” mi aspetta! Buon primo dicembre!

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5 giorni di addio al Celibato

5 giorni di addio al Celibato

Se tu non ci sei, io non ho voglia di fare nulla. Sono stanca e vado a dormire presto, mi deprimo e vivo di divano e sandwich al tonno e repliche di telefilm che magari ho anche già visto.

Se tu non ci sei io sono a metà: mezza gamba, mezzo braccio, mezze orecchie. Peso uguale, se non la smetto coi sandwich.

Allo stesso tempo, però, mi nutro di felicità perché tu non ci sei. Perché questi giorni tuoi te li sei sudati e meritati. Perché anche tu meriti di guardare il mondo e di desiderare di rivederlo con me accanto.

Sento contentezza nel saperti piccolo esploratore lontano che pensa a me comprando le cose che pensi possano piacermi. E che mi piaceranno. Fidanzato innamorato che scrive messaggi veloci prima di uscire per andare a ballare. Che invia selfie con protagonisti i tuoi grandi occhi a palla che dicono assomigliare ai miei, e un grande barbone del quale vai fiero.

La vita è difficile, e noi ne sappiamo qualcosina, ma insieme siamo diventati una squadra invincibile, che fa muro nei confronti della negatività, e che si rafforza con continui tiamo e mimanchi e senzaditenonpossovivere.

Oggi, a 4 anni dalla prima volta che ti ho guardato negli occhi, ho bisogno di te come mai. E non vedo l’ora di tornare a casa e di stare di nuovo tra le tue braccia.

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Visagista da Treno

Visagista da Treno

Io sono una pendolare. E quando non pendolo tra la Brianza e il centro di Milano, sento così tanto la mancanza dei treni che anche per andare in Calabria scelgo il treno. Eppure, sia chiaro, io il treno lo odio.
C’è sempre troppo tempo libero, posso fare le cose con troppa calma, tant’è che alla fine non faccio nulla.
Tranne truccarmi. Perché truccarmi in treno mi piace proprio.

Non che io sia la “Visagista delle Dive”, ma sono riuscita ad organizzare una mini-pochette nella quale ho tutto quello che mi serve per avere un aspetto meno rassomigliante possibile ad una comparsa di The Walking Dead (non so perché ma gli zombie sono per me il paragone più azzeccato per la mia faccia mattutina. E forse anche per la camminata post-alzataccia)

Quindi fondamentale avere dietro Correttore anti-brufolazzo/tapparella/occhiaia da nerd, fondotinta compatto per avere una pelle che non sembri la parte con i lavori in corso (????) della Salerno-ReggioCalabria, fard di un colore tenue per evitare che allo scambio del binario ci parta la mano con il pennello ottenendo l’effetto Regina di Cuori, mascara da stendere solo ed esclusivamente durante le fermate e gloss chiaro (stesso motivo del fard). Fondamentale è avere dietro uno stick struccante da usare in caso di errori. Ah, ovviamente tutto stesso con il miglior pennello naturale: il polpastrello dell’indice!!!

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A voi non capita mai di truccarvi in posti tutt’altro che normali? E qual’è il risultato? Ma soprattutto: come avete organizzato la vostra pochette?

Forse è ora che le aziende di make up inizino a fare più formati da viaggio…ora scrivo a Chanel!!!!

Mariella

19/11/2013 – Riavvio

19/11/2013 – Riavvio

Il mantra che cerco di fissare nella mia mente negli ultimi tempi è “I momenti di crisi portano sempre alla nascita di qualcosa di nuovo e di buono”, mi piace convincermi che sia così. E in questi giorni ho anche associato un significato diverso alla parola Crisi: non più solo economica, ma anche mentale, sentimentale, emozionale.

Col carattere che mi ritrovo non è semplice passare sopra alle cose, mi lascio ferire anche dal vento, e spesso la reazione che la mia mente ha per difendersi  non è commisurata al male provato. Ma credo sia così per molti. O almeno per tutti quelli che credono in qualcosa o in qualcuno.

Però stavolta, e probabilmente questo è indice di qualcosa di buono, la mia reazione è stata equivalente al dolore che sentivo nel cuore, perchè credo di essermi comportata bene, soprattutto nei confronti di me stessa, non lanciando fiamme e anatemi nei confronti di chi mi ha ferita. Anzi, sono tornata qui, sul mio blog a scrivere di quello che piace a me, di quello che mi sento, di quello che mi affascina.

Forse dovevo rendermi conto prima che io non posso essere etichettata, non posso essere messa in un contenitore specifico, non posso essere relegata ad un solo ruolo. Mi basta alzare lo sguardo e vedere le schede di Chrome aperte sul mio pc: Facebook, Paola Frani Heritage, Blogger, una puntata di The Big C mollata a metà perchè mi era venuta l’ispirazione per continuare questo post, You Tube con un tutorial sul make up sempre a metà perchè mi piace guardarli un po’ alla volta, Wikipedia.

 Dovevo capirlo prima che una persona superficialmente curiosa come me non può curare i progetti degli altri. Ma deve avere qualcosa di proprio da amare superficialmente alla follia.

Magari mentre finisco di vedere il tutorial.

P.S: lei è Lisa Eldridge, una delle make up artists che mi piacciono di più. Ha un bellissimo stile pulito, delicato e molto femminile. E nonostante sia inglese (io ho grosse difficoltà con la comprensione dei Britannici) è molto easy seguire i suoi tutorial.

Buon make up!