About a Boy

About a Boy

La notizia è arrivata, e mi ha colpito come un pugno in faccia: nascerai di sesso maschile, ed io proprio non me l’aspettavo.
Non ho detto che non sono contenta (altra domanda del cazzo che ti fa la gente: “Non sei contenta??” Come faccio ad non essere contenta di un figlio? Ma la novità fa sempre paura), solo, ripeto, non me l’aspettavo. Arrivo da una famiglia prevalentemente femminile, quindi ho sempre dato per scontato che avrei avuto una figlia femmina, ero pronta ad una figlia femmina,  sapevo anche che discorsi fare ad una femmina.
Invece sei maschio. Ed io, dopo averci pensato, ho deciso di non arrendermi a questa notizia.
Quindi sappi mio caro figlio, che ti insegnerò lo stesso quanto è importante fare la pulizia del viso mattina e sera, quanto è bello trattare bene le scarpe e i vestiti costosi, quanto è bello uscire con gli indumenti stirati, com’è utile avere un armadio e dei cassetti in ordine.
Ti insegnerò che piangere per amore e per le emozioni belle e brutte è necessario, essere gentili con gli altri fa bene al cuore, trattare bene le donne, anche se loro saranno delle troie bastarde che ti faranno soffrire, ti farà stare bene con te stesso, rispettare il mondo e chi lo popola è fondamentale. Ti farò capire che per fare tutto questo, dovrai avere prima rispetto e amore per la cosa più importante: te stesso e la tua vita.
Ti farò vedere quanto bene ha fatto alla moda Gianni Versace, quanto è ipnotizzante ascoltare i Pink Floyd, che bello è Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, come si diventa facilmente dipendenti da telefilm, quanto è stimolante leggere e avere una tua cultura, non quella che ti viene imposta. Ti aiuterò a fare i compiti, e magari, con la scusa, farò anche io un ripasso di grammatica, geografia, storia e matematica, ti insegnerò a non fare le orecchie ai quaderni, a scarabocchiare i libri con gli appunti e a usare mille penne di mille colori.

Cucinerò per te e con te, coloreremo insieme, mi aiuterai con i miei ritagli di giornali, con le piante sul terrazzo, giocheremo insieme ai giochi che più ti e ci piaceranno, faremo pic nic, corse e passeggiate. Tutto insieme.
Perché anche se sei maschio, ed io ho sempre pensato che gli uomini fossero accessori (a volte indispensabili), sarai il MIO maschio.
E il mondo rosa, un po’ riuscirai a vederlo anche tu!
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Il Panaro* di fatti propri

Il Panaro* di fatti propri

Non credo di parlare di nulla di nuovo, ma l’argomento di questo post è come i mignon ripieni di panna: tutti sanno che fanno male, ma quando ne hanno davanti, sticazzi del colesterolo e della dieta.

Ecco, il il mignon ripieno in questione sono io (la donna gravida). E tutti quelli che mi stanno intorno non possono fare a meno di fare affermazioni, dare consigli e avvertimenti sulla gravidanza non richiesti, nonostante in passato si siano lamentati di chi lo faceva con loro. E non parlo solo di donne (con o senza figli), ma anche di uomini (con figli. Perchè senza non sanno manco de che stamo a parla’. Anche se tutti hanno un’amica che…)

Quindi ecco la voi la lista di 7 affermazioni/consigli/ avvertimenti ricevuti nel primo trimestre di gravidanza, e alla quale rispondere “sticazzi” serve a non mandare moltitudine di gente a quel paese:

7. “Ma tu allatterai? Perché allattare è importante eh!”

Te la mettono giù tipo: o lo decidi ora o mai più. Ma io ancora manco so se ci sarà mai del latte in queste microscopiche tette!! Poi se c’è bene, se no sticazzi!

6. “La pancia è a punta! E’ maschio!” “No, è rotonda! Allora è femmina!” ” Sì ma se hai le nausee allora è maschio ma forse anche femmina” “Ma tu cosa vorresti??”

Io dico che sarà sarà te lo devi prendere così come viene! E allora? A cosa serve sapere che SESSO ha? E se esce ermafrodita? Mi sparo? E se è maschio ma poi sente che dentro è femmina? E se è femmina e decide di diventare maschio? Sticazzi di che sesso è!!!!

5. (segue alle domande/affermazioni poste nel punto 6) “L’importante è che sia sano”

Perché se è malato lo butto? Un figlio è un figlio. Tanto sano o no bisogna sempre dargli il massimo per far si che possa essere felice!

4. “Godeteveli ora questi momenti insieme, che poi non ce ne saranno più per un sacco di anni”

Praticamente una minaccia. Se stavamo bene in due, non facevamo un figlio.

3. “Spendili ora un po’ di soldi per te…che poi sarà tutto per i figli”

Quindi mi si prospetta una vita da piccola fiammiferaia, con le toppe al culo, così ai figli posso comprare 22 jeans/40 magliette/32 vestiti/80 scarpe e centinaia di inutili giochi per stagione? Seeeee…c’avrò un figlio, mica una star di Hollywood!

2. “Partorisci a settembre? Allora passerai un’estate d’inferno”

Quindi mi raccomando, da oggi tutti concepimenti programmati tra aprile e settembre eh! Io ormai sono fregata, morirò al rogo!

1. “Dormi ora che poi il sonno arretrato non lo recupererai mai”

La minaccia delle minacce. Dalla serie, hai fatto un figlio mo sono cazzi tuoi. Vabbè. Quando non dormirò metterò su un po’ di David Guetta e farò finta di stare in discoteca. Tanto sono mesi che mi lamento che non faccio più le ore piccole!

Per fortuna c’è anche una percentuale (2/3%) che invece sta li e ti dice che avere figli è gioia, soddisfazione, felicità. E ricordiamoci che i figli li facciamo per quello. Non per avere qualcosa o qualcuno in più di cui lamentarci.

O almeno proviamo a dare un po’ di visioni serene a chi è totalmente terrorizzato per quello che gli aspetta, e che nonostante tutto ha deciso di mettere al mondo un essere nuovo.

* Panaro: cesto in vimini.