Tutto cambia.

Tutto cambia.

Non so se vi è mai capitato di essere sicuri di una cosa di cui non avevate ancora certezza.

Beh, un anno fa, quando ho fatto il primo test di gravidanza della mia vita, nonostante il solo giorno di ritardo, ero assolutamente certa di essere incinta.

Me la sono cercata? Sì. Me l’aspettavo? No.
O meglio, non credevo succedesse così…in fretta! Guardavo il test e non riuscivo a credere che io, la donna col frigorifero pieno una volta al mese, potessi essere davvero incinta.
(Ancora oggi non mi rendo conto d’essere una madre…)

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Ricordo esattamente la sensazione provata in quel momento: ohmmiodiochecazzohocombinatosaràbellissimotuttonuovomanoncambieremotroppo. Roba chiara e precisa…

Ovviamente sono corsa a dirlo a Angelo, e da li è stato un crescendo di WhatsApp e telefonate…alla faccia dell’ “aspettiamo un po’ per dirlo “.

Quella giornata fu bellissima, il colore grigio del cielo e la sensazione di ansia mista a eccitazione sono ancora impressi nella mia mente. E credo, soprattutto perché non voglio, che non la dimentichero mai…e sono sicura che basterà guardare il mio Leone negli occhi per far tornare tutto alla mente.
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Un mese

Un mese

Orario sbagliato per postare dopo diversi mesi, ma ho la mania di festeggiare in maniera precisa, perciò andare online alle 22:40 aiuta la mia psiche.

Leone è qui, nella nostra vita, da un mese ed è un tripudio di amore, di baci di coccole e di paura per il tempo che passa troppo velocemente.
Non è stato facile farlo nascere e di certo i suoi primi giorni sulla Terra non sono stati facili per nessuno di noi.

Quei giorni ci hanno fatto scoppiare il cuore d’amore e di voglia di vivere ogni singolo momento e respiro della sua piccola vita. Oltre a farci capire l’importanza dello stare tutti uniti, anche nel momento in cui le notti sono bianche e bagnate da lacrime e singhiozzi.

In questi giorni stiamo imparando cosa significa la dipendenza pura sia da parte sua verso di noi che viceversa, proprio noi che per quanto ci amiamo siamo sempre rimasti un po’ indipendenti e bisognosi di propri spazi. Che un figlio cambi la vita è una verità inconfutabile.

Ci ritroviamo a parlare in Baby Talking costantemente, passeggiamo di notte cantando ninne nanna di cui ignoravamo l’esistenza, io salto la colazione (e non bevo più latte) senza dare di matto e impazzisco nel vederlo crescere grazie alle nostre cure.

Leone è un grande dono che ci è stato dato e che ci siamo fatti. Un dono per la nostra coppia, per il nostro amore, per le nostre singole esistenze e quelle di ci sta intorno. Leone ci ha già resi persone migliori,  e speriamo di essere per lui genitori di cui essere orgoglioso, sempre.

Buon primo mese di vita, Piccola Polpetta del nostro cuore.

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(Lo so, non dico nulla di nuovo: l’amore per i propri figli viene descritto da migliaia di mamme Blogger ogni giorno, ma alla fine ogni amore è a sé, quindi perché non aggiungere il racconto del mio a tutti gli altri?)

Quando sei donna sbagli. A prescindere.

Quando sei donna sbagli. A prescindere.

Questo è uno di quei post scritti di petto, come tanti ne scrivevo in passato, quando non avevo filtri e non c’erano parenti e amici a leggere il mio blog. Uno di quei post scritti mentre hai il magone per ogni cosa, e che oggi la gente tenderebbe a giustificare con la roba degli “ormoni” sballati dalla gravidanza.
Perché noi donne abbiamo sempre una giustificazione ormonale/astrale/estetica per tutto quello che facciamo e diciamo: non abbiamo un cervello e dei sentimenti alla quale affidarci, siamo gestite solo da spm, capelli sporchi e luna calante.

Così capita che mai ci si dia ragione, perché se ce l’abbiamo è un caso.
Non siamo mai abbastanza stanche, perché chi fa un solo lavoro e se ne fotte di bollette, pulizie, lavatrici, spesa e altro è sempre più stanco di te. A prescindere.
Non siamo mai abbastanza brave, perché nasciamo con la casalinghitudine nel dna, quindi quello che facciamo a casa è fatto a prescindere. E se lavoriamo è perché l’abbiamo voluto.
Non siamo mai abbastanza forti, perché quell’unica volta che chiedi aiuto ti verrà rinfacciato a vita. Essendo un fatto raro viene ricordato (e ovviamente rinfacciato) facilmente negli anni.
Non siamo mai sorridenti. Mai calme. Non ci sappiamo divertire abbastanza. E se sorridiamo troppo, siamo calme e ci divertiamo è perché non abbiamo pensieri o siamo irresponsabili.

Ma, soprattutto, non siamo complici tra di noi. Un’altra donna, per le stesse donne in primis, è sempre più esagerata, più stronza e più condannabile del resto della popolazione mondiale.

Essere donna fa schifo, perché devi dimostrare in continuazione, schivare gli attacchi ormai quotidiani, sostenere e non essere sostenuta da chi hai accanto, subire invidie, giudizi e pregiudizi non voluti e non cercati.

Essere donna è stancante. E mentre il tuo corpo si sta distaccando dalla tua mente per lavorare ad una nuova vita, e tu provi inutilmente a tenere tutti i pezzi insieme e chi ti è intorno non si accorge di che cosa sta succedendo, lo è ancora di più.

Essere donna é non chiedere. Non ringraziare. Non essere rispettata. Sudare. Faticare. Amare. Lavorare. Piangere. Da sola. Per sempre.

Meno male che te sei maschio.