Febbraio (bisestile) non ti temo!

Febbraio (bisestile) non ti temo!

Finalmente possiamo salutare con salti di gioia il mese di gennaio che, per me e per la maggior parte delle persone che conosco, è stato terribile, orrendo, pesante. Insomma, ‘na chiavica di mese.

Ottimo modo per iniziare l’anno, non c’è che dire. Se poi uno prende in considerazione il detto “Anno Bisesto, Anno Funesto”, l’opzione chiudersi in casa ed uscirne l’1/1/17 sembra la soluzione migliore. Ma non se pò fa.

Così, visto che non possiamo prevedere il futuro, per tirarmi su il morale, o per tenerlo già alto in caso di giorni fantastici, ho deciso di creare una playlist che mi accompagni per tutto il mese.

La condivido con voi, sperando abbia lo stesso effetto e che vi piaccia!

Qui trovate la lista delle canzoni, con i link ai video e qualche info, anche sul perché ho deciso di sceglierle. Questo, invece è il link alla Playlist sul mio profilo Spotify “Febbraio non ti temo“.

Enjoy it!!

  • Viva la Vida – Coldplay –  Secondo singolo estratto dall’album “Viva la vida or Death and All His Friends” del 2008, mi ricorda una vacanza di quell’anno, con alcune amiche, a Ischia. Paola, una di loro, ne cantava spesso una strofa “For some reasons I can’t explain, once you go there was never never an honest world”. Leggendo qualche info in più sul pezzo, ho scoperto che i Pet Shop Boys lo hanno reinterpretato nel 2009, unendolo a Domino Dancing…
  • Domino Dancing – Pet Shop Boys – Duo importantissimo nella mia formazione musicale. Scegliere un solo brano da mettere nella playlist sarebbe stato impossibile, perciò ho colto il collegamento fornitomi dal precedente pezzo per inserirne uno che, comunque resta tra i miei preferiti. Domino Dancing, incluso nell’album “Introspective” del 1988, non è stato uno dei singoli di maggior successo dei Pet Shop Boys, forse a causa delle sonorità che si allontanavano dai brani Synthpop che avevano decretato la fama del duo fino ad allora. Ma per me resta un brano bellissimo.
  • It’s no Good – Depeche Mode – Se si parla di Synthpop, non può non esserci il gruppo che ha interpretato al meglio questo genere musicale. Amo i Depeche, da sempre, ma Ultra, del 1997, è sicuramente il mio album preferito. Meno Synthpop dei precedenti, ma con dei suoni fantastici. E il video di It’s no good è di quelli che guarderei per ore! Sarà colpa delle paillettes del vestito di Dave?
  • You Keep Me Hangin’ On – The Supremes – Lo ammetto, l’unico collegamento con la canzone precedente sono le paillettes. Purtroppo quando le vedo non capisco più niente…e comunque si sta parlando delle Supremes, senza di loro la musica sarebbe stata molto meno. E senza Diana Ross chissà che dance ascolteremmo oggi! Questo brano, del 1967, è stato reinterpretato da molti artisti, ma a me piace tantissimo Stop Me, di Mark Ronson, che ne incorpora un pezzo.
  • Stop Me – Mark Ronson – Quando guardo questo video e penso al Mark Ronson di oggi, mi rendo conto di quanto sia una salvazione uno stylist bravo! Stop me, del 2007, è una cover di “Stop Me if You Think You’ve Heard This One Before” degli Smiths, anche se si discosta molto dall’originale, cosa che preferisco, perché rende il brano più adatto al 2000.
  • Please, please, please Let me Get What I Want – The Smiths – Una canzone bellissima,del 1984, relegata ad un lato B dagli stessi Smiths, che l’hanno poi inserita nella raccolta Hatful of Hollow, facendola conoscere a tutti. La trovo meravigliosa, meno di due minuti per dire tantissime cose. Ne ho ascoltato una romanticissima cover di Slow Moving Millie, che mi è piaciuta molto.
  • Beasts – Slow Moving Millie – Ve lo dico: questa cantante (Amelia Warner il suo vero nome) è stata sposata 4 mesi con Colin Farrell, ed ora è la moglie di Jamie Dornan che, nonostante io non sia una fan di 50 sfumature, fa la sua scena. Nasce come attrice, ed è nel 2008 che inizia la sua carriera da musicista. Mi piace molto, adoro questi suoni così rilassanti, soprattutto quelli contenuti nel suo ultimo album “Arms” interamente strumentale.
  • My Kind of Love – Emelie Sandé – La prima artista che mi è venuta in mente ascoltando Slow Moving Millie è Emeli Sandé. Il suo soul mi piace tantissimo, anche perché la sua voce è veramente spettacolare. Questo brano, del 2012, è stato disco di platino e uno dei produttori del cd di cui fa parte, “Our Version of Events” è il bravissimo Naughty Boy, con cui Emeli collabora da sempre.
  • Runnin’ (Lose it All) – Naughty Boy feat. Beyoncé and Arrow Benjamin – Questo brano, del 2015, mi fa impazzire!!! Adoro la voce di Beyoncé e il video è stupendo. Uno di quei pezzi da ascoltare a ripetizione! Ok, lo metto su di nuovo!
  • Underwater Love –  Smoke City – Di video ambientati nell’acqua ce ne sono tantissimi, ma non appena ho visto quello di Naughty Boy, mi è tornato alla mente subito “Underwater Love”, che, nel 1997, divenne famosissimo in Italia perchè utilizzato per la pubblicità della Levi’s (a proposito, ma che fine hanno fatto quelle meravigliose perle di advertising??). Gli Smoke City hanno fatto parte della schiera di artisti britannici che hanno reso famoso uno dei miei generi preferiti, il Trip Hop, un must degli anni ’90!
  • Teardrop – Massive Attack – Parlare di Trip Hop senza ascoltare i Massive Attack è come mangiare un tiramisù senza la crema al mascarpone. Il gruppo di Bristol è sicuramente il creatore di questo genere musicale, e Teardrop, inclusa nell’album Mezzanine, del 1998,  cantata da Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins, è sicuramente uno dei brani più belli. Accompagnata da un video meraviglioso di cui si parlò tantissimo, che mostra un feto che canta il pezzo nella pancia della mamma. Una delle più belle cover di questo pezzo è di José Gonzalez, e merita di essere ascoltata.
  • Stay Alive – Josè Gonzalez – Prendi un bellissimo pezzo (Stay Alive, del 2013) e usalo come colonna sonora di uno dei film più belli degli ultimi anni (The Secret Life of Walter Mitty, di cui ha curato buona parte delle musiche): il risultato è davvero stupendo. Questo musicista svedese ha un repertorio che tutti potremmo usare nel film della nostra vita, o per un viaggio in auto, o per una camminata solitaria. Crea quella musica che quando premi play ti senti davvero dentro un film!
  • Escape (The Pinacolada Song) – Jack Johnson – Un altro bellissimo brano tratto dalla colonna sonora di “The Secret Life of Walter Mitty” è la cover di “Escape (The Pinacolada Song” di Jack Johnson, una canzone che mi piace tantissimo! Inoltre le sonorità dell’hawaiano Johnson sembra ti sollevino dalla pesantezza delle giornate no, ce ne vorrebbe una bella dose ogni sera!

E con questa canzone “leggera” vi auguro un bellissimo febbraio. E che il potere della musica sia con noi!

 

Tutto cambia.

Tutto cambia.

Non so se vi è mai capitato di essere sicuri di una cosa di cui non avevate ancora certezza.

Beh, un anno fa, quando ho fatto il primo test di gravidanza della mia vita, nonostante il solo giorno di ritardo, ero assolutamente certa di essere incinta.

Me la sono cercata? Sì. Me l’aspettavo? No.
O meglio, non credevo succedesse così…in fretta! Guardavo il test e non riuscivo a credere che io, la donna col frigorifero pieno una volta al mese, potessi essere davvero incinta.
(Ancora oggi non mi rendo conto d’essere una madre…)

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Ricordo esattamente la sensazione provata in quel momento: ohmmiodiochecazzohocombinatosaràbellissimotuttonuovomanoncambieremotroppo. Roba chiara e precisa…

Ovviamente sono corsa a dirlo a Angelo, e da li è stato un crescendo di WhatsApp e telefonate…alla faccia dell’ “aspettiamo un po’ per dirlo “.

Quella giornata fu bellissima, il colore grigio del cielo e la sensazione di ansia mista a eccitazione sono ancora impressi nella mia mente. E credo, soprattutto perché non voglio, che non la dimentichero mai…e sono sicura che basterà guardare il mio Leone negli occhi per far tornare tutto alla mente.
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Ciao 2015…

Ciao 2015…

…ti ricorderò per sempre.

Si dice che la vita sia difficile, piena di gioia e sofferenza, inaspettata e programmabile, impegnativa e stressante, e tu, caro 2015, me l’hai confermato. E mi hai insegnato così tante cose che una vita non era ancora abbastanza.

Mi hai dimostrato che un figlio è bello, è vita, è amore. Ma non è tutto.
Che un marito che mi aiuta è una fortuna, anche se a volte vorrei avere il potere solo nelle mie mani.
Che posso essere una buona mamma anche se non so come vestire mio figlio per affrontare il freddo.
Che nell’amicizia una porta chiusa apre poi il portone del Paradiso.
Che la famiglia più è grande e unita, meglio è.
Che lamentarsi non serve, non aiuta, non porta a nulla. Così come litigare.

Insomma 2015, sei stato un anno bello e speciale. Grazie!

(Per la legge del contrappasso sono pronta ad un 2016 di merda. 😉)

Ecco le foto che hanno ricevuto più likes sul mio profilo IG. Ovviamente PolpyPocket l’ha fatta da padrone…

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Buona fine e buon inizio a voi!

Arrivare in anticipo.

Arrivare in anticipo.

Molto spesso noi donne diamo per scontato che una gravidanza duri 40 settimane, che il parto sia una cosa difficile da affrontare, ma non impossibile, e che dopo aver visto nascere tuo figlio il ritorno casa è il vero ostacolo da superare.

Con l’arrivo di Leone ho imparato che a volte, purtroppo, non è così, che possono capitare cose che mai avresti immaginato, che in fondo il parto non è la cosa più difficile, e che non è scritto da nessuna parte che le cose vadano come te l’aspettavi. Ho scoperto così  che esiste un mondo fatto di donne rocce e medici e infermieri che hanno la dolcezza nel suono delle parole che dicono e nei gesti che compiono: il mondo delle terapie intensive neonatali.

Noi siamo arrivati in quella dell’ospedale “San Gerardo” di Monza a meno di 48 ore dalla nascita di Leone, perché presentava qualche difficoltà nel nutrirsi a causa di un parto molto stancante, sicuramente per entrambi, liquido amniotico nello stomaco e rigetto  di bile. Nel giro di poche ore ci siamo ritrovati tutti noi a vivere una di quelle esperienze che ti fanno capire quanto un figlio sia importante e che forse il doversi svegliare di notte perché piange non è il maggiore dei mali. Anche perché significa averlo li, accanto a te.

È stato così che ci siamo ritrovati in un luogo dove ho potuto vedere con i miei occhi cosa significa nascere prematuramente: bimbi con una forza che nemmeno cento Ercole potrebbero avere, decidono di arrivare alla vita prima del tempo e quella vita se la guadagnano con una tenacia incredibile.
Mamme che si annullano completamente, stravolgendo la propria vita e i propri ritmi per vivere in un ospedale, a volte anche per mesi, accanto all’esserino che nell’incubatrice lotta per crescere ogni  giorno un po’ di più, che gioiscono per ogni 10 grammi presi perché sono sempre più un passo verso il ritorno a casa.
Papà che si scapicollano all’uscita dal lavoro per arrivare in ospedale e far sentire il proprio odore al tesoro che l’aspetta.
Famiglie che pregano che il proprio bimbo superi indenne questo grande ostacolo.
Equipes mediche che trattano quei bambini come se fossero loro, con amore e pazienza, e che sanno dare una mano e conforto ai genitori nei momenti in cui sentono di non farcela più.

Così Leone mi ha portata nel luogo in cui ho avuto la prima lezione da mamma: lamentarsi solo quando necessario (perché non farlo mai è impossibile) e nei momenti peggiori ricordarsi di chi lotta per avere quello che abbiamo noi.

Buona giornata mondiale della prematurità a voi grandi guerrieri.

Un mese

Un mese

Orario sbagliato per postare dopo diversi mesi, ma ho la mania di festeggiare in maniera precisa, perciò andare online alle 22:40 aiuta la mia psiche.

Leone è qui, nella nostra vita, da un mese ed è un tripudio di amore, di baci di coccole e di paura per il tempo che passa troppo velocemente.
Non è stato facile farlo nascere e di certo i suoi primi giorni sulla Terra non sono stati facili per nessuno di noi.

Quei giorni ci hanno fatto scoppiare il cuore d’amore e di voglia di vivere ogni singolo momento e respiro della sua piccola vita. Oltre a farci capire l’importanza dello stare tutti uniti, anche nel momento in cui le notti sono bianche e bagnate da lacrime e singhiozzi.

In questi giorni stiamo imparando cosa significa la dipendenza pura sia da parte sua verso di noi che viceversa, proprio noi che per quanto ci amiamo siamo sempre rimasti un po’ indipendenti e bisognosi di propri spazi. Che un figlio cambi la vita è una verità inconfutabile.

Ci ritroviamo a parlare in Baby Talking costantemente, passeggiamo di notte cantando ninne nanna di cui ignoravamo l’esistenza, io salto la colazione (e non bevo più latte) senza dare di matto e impazzisco nel vederlo crescere grazie alle nostre cure.

Leone è un grande dono che ci è stato dato e che ci siamo fatti. Un dono per la nostra coppia, per il nostro amore, per le nostre singole esistenze e quelle di ci sta intorno. Leone ci ha già resi persone migliori,  e speriamo di essere per lui genitori di cui essere orgoglioso, sempre.

Buon primo mese di vita, Piccola Polpetta del nostro cuore.

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(Lo so, non dico nulla di nuovo: l’amore per i propri figli viene descritto da migliaia di mamme Blogger ogni giorno, ma alla fine ogni amore è a sé, quindi perché non aggiungere il racconto del mio a tutti gli altri?)

Quando sei donna sbagli. A prescindere.

Quando sei donna sbagli. A prescindere.

Questo è uno di quei post scritti di petto, come tanti ne scrivevo in passato, quando non avevo filtri e non c’erano parenti e amici a leggere il mio blog. Uno di quei post scritti mentre hai il magone per ogni cosa, e che oggi la gente tenderebbe a giustificare con la roba degli “ormoni” sballati dalla gravidanza.
Perché noi donne abbiamo sempre una giustificazione ormonale/astrale/estetica per tutto quello che facciamo e diciamo: non abbiamo un cervello e dei sentimenti alla quale affidarci, siamo gestite solo da spm, capelli sporchi e luna calante.

Così capita che mai ci si dia ragione, perché se ce l’abbiamo è un caso.
Non siamo mai abbastanza stanche, perché chi fa un solo lavoro e se ne fotte di bollette, pulizie, lavatrici, spesa e altro è sempre più stanco di te. A prescindere.
Non siamo mai abbastanza brave, perché nasciamo con la casalinghitudine nel dna, quindi quello che facciamo a casa è fatto a prescindere. E se lavoriamo è perché l’abbiamo voluto.
Non siamo mai abbastanza forti, perché quell’unica volta che chiedi aiuto ti verrà rinfacciato a vita. Essendo un fatto raro viene ricordato (e ovviamente rinfacciato) facilmente negli anni.
Non siamo mai sorridenti. Mai calme. Non ci sappiamo divertire abbastanza. E se sorridiamo troppo, siamo calme e ci divertiamo è perché non abbiamo pensieri o siamo irresponsabili.

Ma, soprattutto, non siamo complici tra di noi. Un’altra donna, per le stesse donne in primis, è sempre più esagerata, più stronza e più condannabile del resto della popolazione mondiale.

Essere donna fa schifo, perché devi dimostrare in continuazione, schivare gli attacchi ormai quotidiani, sostenere e non essere sostenuta da chi hai accanto, subire invidie, giudizi e pregiudizi non voluti e non cercati.

Essere donna è stancante. E mentre il tuo corpo si sta distaccando dalla tua mente per lavorare ad una nuova vita, e tu provi inutilmente a tenere tutti i pezzi insieme e chi ti è intorno non si accorge di che cosa sta succedendo, lo è ancora di più.

Essere donna é non chiedere. Non ringraziare. Non essere rispettata. Sudare. Faticare. Amare. Lavorare. Piangere. Da sola. Per sempre.

Meno male che te sei maschio.

About a Boy

About a Boy

La notizia è arrivata, e mi ha colpito come un pugno in faccia: nascerai di sesso maschile, ed io proprio non me l’aspettavo.
Non ho detto che non sono contenta (altra domanda del cazzo che ti fa la gente: “Non sei contenta??” Come faccio ad non essere contenta di un figlio? Ma la novità fa sempre paura), solo, ripeto, non me l’aspettavo. Arrivo da una famiglia prevalentemente femminile, quindi ho sempre dato per scontato che avrei avuto una figlia femmina, ero pronta ad una figlia femmina,  sapevo anche che discorsi fare ad una femmina.
Invece sei maschio. Ed io, dopo averci pensato, ho deciso di non arrendermi a questa notizia.
Quindi sappi mio caro figlio, che ti insegnerò lo stesso quanto è importante fare la pulizia del viso mattina e sera, quanto è bello trattare bene le scarpe e i vestiti costosi, quanto è bello uscire con gli indumenti stirati, com’è utile avere un armadio e dei cassetti in ordine.
Ti insegnerò che piangere per amore e per le emozioni belle e brutte è necessario, essere gentili con gli altri fa bene al cuore, trattare bene le donne, anche se loro saranno delle troie bastarde che ti faranno soffrire, ti farà stare bene con te stesso, rispettare il mondo e chi lo popola è fondamentale. Ti farò capire che per fare tutto questo, dovrai avere prima rispetto e amore per la cosa più importante: te stesso e la tua vita.
Ti farò vedere quanto bene ha fatto alla moda Gianni Versace, quanto è ipnotizzante ascoltare i Pink Floyd, che bello è Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, come si diventa facilmente dipendenti da telefilm, quanto è stimolante leggere e avere una tua cultura, non quella che ti viene imposta. Ti aiuterò a fare i compiti, e magari, con la scusa, farò anche io un ripasso di grammatica, geografia, storia e matematica, ti insegnerò a non fare le orecchie ai quaderni, a scarabocchiare i libri con gli appunti e a usare mille penne di mille colori.

Cucinerò per te e con te, coloreremo insieme, mi aiuterai con i miei ritagli di giornali, con le piante sul terrazzo, giocheremo insieme ai giochi che più ti e ci piaceranno, faremo pic nic, corse e passeggiate. Tutto insieme.
Perché anche se sei maschio, ed io ho sempre pensato che gli uomini fossero accessori (a volte indispensabili), sarai il MIO maschio.
E il mondo rosa, un po’ riuscirai a vederlo anche tu!
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