It’s (not) the end of the world and we know it.

It’s (not) the end of the world and we know it.

Alla fine ci ho pensato bene e, ovviamente, qualcosa che ha caratterizzato quest’anno è uscito fuori.

Bastava un po’ di impegno per ricordarmi esattamente cosa è successo in questi 365 giorni e cosa un po’ prima. Diciamo che la testa comincia a perdere i colpi…

Non riesco a tirare delle somme: bello/brutto, positivo/negativo, bianco/nero, non fanno per la mia vita. E’ tutto colori pieni e sfumature degli stessi,  tanto che, ad un certo punto, sono anche troppi’ sti benedetti colori. O forse sono quelli che rendono la mia vita VITA.

E di questo 2016 quello che in assoluto salvo e custodisco nel mio cuore, sono le amicizie. Incredibile come siano aumentate nel corso di un solo anno. Gente che nemmeno conoscevo fino ad un anno fa, oggi è quotidianamente nella mia vita. Gente che conoscevo già da un po’ ha rafforzato tantissimo il suo legame con me. Gente che amavo prima e che continuo ad amare incondizionatamente.

Negli anni ho capito che le amicizie fraterne non esistono, che ti puoi fidare solo di te stesso, che meglio soli che male accompagnati. E casualmente non appena ho preso coscienza di tutto ciò, ho iniziato a vivere molto meglio la gente, gli incontri, quello che mi danno e quello che do.

Quindi grazie alle mie amiche, che mi hanno accompagnata in questo anno che ha avuto una sola parola d’ordine: CONSAPEVOLEZZA DI ME. (E quando hai un figlio piccolo, è inevitabile!!)

Buon 2017 a tutti. (alle mie amiche più di tutti!!)

(Nella foto, la mia #365di per il 2017!!)

Birthday Girl

Birthday Girl

Oggi è il mio compleanno. E dopo 33 anni ho scoperto che il mio ascendente non è lo Scorpione (segno che tra l’altro mi sta benissimo addosso), ma la Bilancia. Cioè io ho 4 segni, e non va bene. Pensavo di dover combattere ogni giorno solo con l’altra me stessa, e invece scopro (e mi accorgo, in effetti) che qui combatto con altre tre me stessa. E questa cosa è deleteria.

33 anni non sono tanti (anche se qualche famoso personaggio biblico potrebbe dissentire), ma io mi sento un peso sulle spalle che inizia a farsi sentire un bel po’.

E il problema principale sono proprio le altre 3 me stessa. Per anni ho cercato di lavorare sulla percezione del mio io da parte degli altri, sul mio soffrire le assenze altrui, le mancanze di rispetto o anche solo le non chiamate per uscire. E ce l’ho fatta. Oggi posso dire che amo il prossimo, ma di lui me ne frego se sbaglia nei miei confronti. Che mi piace dare una buona impressione, ma non mi importa se questa non viene percepita e ottengo l’effetto opposto.

Ora, invece, devo lavorare contro coloro che mi feriscono di più, che mi scoraggiano, che mi confondono, che mi ammorbano, che mi sfiancano. Ora devo lavorare con-tro me stessa.

E non è facile. Per niente. Perché non faccio altro che giustificarmi con le varie me stessa per i seguenti motivi:

  • se sono disorganizzata
  • se sono in ritardo
  • se non dimagrisco
  • se mangio troppo
  • se mangio troppo poco
  • se mangio cose che non dovei mangiare
  • se non mi pettino bene
  • se non mi metto lo smalto
  • se non mi tolgo le pellicine
  • se non metto in ordine le sopracciglia
  • se non mi faccio i baffetti
  • se non metto la crema idratante
  • se non metto la crema anticellulite
  • se non mi faccio il pedicure
  • se non mi trucco
  • se non metto più i tacchi
  • se non mi entra più nessuno dei vestiti che ho (tranne quelli premaman)
  • se non faccio più shopping
  • se mi vesto demmerda
  • se non vado a visitare abbastanza mostre
  • se non ho abbastanza conoscenze
  • se non ho abbastanza vita sociale
  • se non ho il frigorifero pieno e in ordine
  • se non metto a posto il caos in casa
  • se non pulisco abbastanza
  • se non bevo e mi sbronzo
  • se bevo e mi sbronzo
  • se non ho le icone delle app organizzate
  • se non faccio abbastanza sport
  • se non faccio sport
  • se faccio sport
  • se non chiamo qualcuno
  • se non rispondo a qualcuno
  • se mi dimentico qualcosa
  • se mi ricordo troppe cose

Ecco, questa è la mia vita. Passo il tempo a giustificarmi con la parte di me stessa che dissente con quello che sto per fare in ogni momento. E un’altra me stessa trova giusto e corretto fare.

Ok, sembro una pazza. Probabilmente è vero, si tratta di un primo stadio di pazzia latente pronta a fare la sua apparizione al pubblico.

Facciamo che però, per oggi, me la godo, litigo con me stessa e mangio non volendo mangiare, scherzo non volendo scherzare, sono felice nonostante tutto.

E ascolto la playlist del mese, fatta delle mie canzoni preferite, di canzoni piene di ricordi e di canzoni che sembra proprio parlino di me. 40 canzoni non sono troppe quando hai 4 personalità… 😀

Birthday Girl on Spotify

Buon compleanno. A me.

 

 

 

Gli Sposi di Maggio

Gli Sposi di Maggio

Questo mese me la sono voluta far facile: oggi, 17 maggio, è il secondo anniversario di matrimonio delle Polpette, quindi come non preparare una Playlist con alcune delle nostre canzoni.

Io e Angelo ci siamo conosciuti in discoteca, e per buona parte (per ora 😉 ) della nostra storia, ballare è stata la nostra occupazione principale nel tempo libero.

Siamo stati presenza fissa nei mercoledì dei Magazzini, nei venerdì e sabati del Tunnel, abbiamo viaggiato per ballare e abbiamo vissuto momenti bellissimi con sottofondi trance e techno.

Poi è subentrato il sonno, ma la musica dabballare resta la nostra preferita. Ed è quella che facciamo ascoltare principalmente anche a Leone (piccoli clubber crescono).

Così oggi sono già passati due anni da quello che è ancora uno dei giorni più belli della nostra vita. Il 17maggio2014 è stato un giorno di vittoria per me, pieno di soddisfazioni e gioia. Sento tutte quelle emozioni ancora oggi, tanto che mi risposerei altre mille e mille volte!

E ora: let’s dance!

Spero che la playlist Nozze di Cotone vi piaccia!

Enjoy it!

Il vero mese del vivere difficile

Il vero mese del vivere difficile

Eccomi. Sono arrivata.

8 mesi sono volati, e con loro sono andati via i miei piedi super gonfi, il pancione da parto gemellare, la nascita di Leone, le visite di amici e parenti e 6 mesi del nostro bellissimo bimbo.

E’ dura rientrare in ufficio? Sì, perché Leone è il compagno perfetto: si lamenta quanto basta, vuole uscire sempre, gli piace la musica, adora stare in mezzo alla gente, piange solo quando ho fame e sonno, la notte si addormenta da solo e ama stare nella fascia.

Sorride appena sveglio, quando facciamo capolino nella culletta, sorride quando lo baci, sorride quando fai rumori buffi.

Non è un bimbo speciale, non fa niente meglio degli altri, ma fa tutto a modo suo. E questo basta.

Così la playlist di questo mese avrà l’arduo compito di ricordarmi che tutto è possibile, che ci organizzeremo nel migliore dei modi, che non bisogna mai mollare e che non devo piangere. Anche se è dura…perchè so che il prossimo tempo che avremo per noi sarà quest’estate, quando lui avrà quasi un anno. C’est la vie!

Come sempre, di seguito il link alla playlist “Chi non lavora…” e, come sempre, spero vi piaccia!

  • Harder Better Faster Stronger – Daft Punk – Il titolo di questo pezzo sarà come un mantra nelle mie giornate tra pendolarismo e ufficio. Maxi singolo del duo francese che ha rivoluzionato l’elettronica, è uscito nel 2001, e nel 2007 torna alla ribalta grazie alla campionatura fatta da Kanye West per il suo singolo Stronger. Questo pezzo racchiude in sé i suoni della Breakbeat e della French House, molto in voga nei primi anni 2000 tanto da essere suonata dalla maggior parte degli artisti più famosi di quegli anni, come, tra i tanti, Mirwais.
  • Miss You –  Mirwais – Brano del 2002, che campiona la più celebre Miss You dei Rolling Stones (1978), rappresenta perfettamente i suoni elettronici del produttore francese. Mirwais ha collaborato con tantissimi artisti, in primis Madonna che l’ha rilanciato negli anni ’90 dopo aver ricevuto un suo demo. Insieme hanno scritto e prodotto brani di “Music”, “American Life”, “Confession on a Dance Floor” e “Celebration”, oltre al bellissimo”Die Another Day”.
  • Die Another Day – Madonna –  Brano principale del film “007 – La morte può attendere”, del 2002, è uno dei pezzi di Madonna che preferisco (in realtà sono moooolte le canzoni di Madonna che amo!!). Il brano era accompagnato da un video meraviglioso (il secondo video più costoso della storia della musica), e venne pubblicato in concomitanza con il 20esimo anniversario dall’uscita di “Everybody”, il primo singolo di Madonna.
  • Scream – Michael & Janet Jackson – Dopo un pezzo di Madonna, le connessioni a mio favore erano centinaia, ma ho scelto di seguire quella relativa ai  video più costosi della storia della musica. “Scream”, del 1995, è uno di quei pezzi che ricordo benissimo quando sono usciti, un po’ perchè ero affascinata dalle saghe della famiglia Jackson, un po’ per la bellezza del video, molto per come era vestita Janet. E’ uno dei pezzi pop che preferisco, forse perchè ha delle sonorità elettroniche che lo rendono stupendo. Da riascoltare mille volte. E riguardare.
  • When I Think of You – Janet Jackson – Non ho mai ascoltato abbastanza questa artista, e forse è arrivato il momento di recuperare. Sarà perchè l’ho sempre vista in vesti un po’ troppo pop, e troppo in rivalità con Michael, ma ho scoperto solo da poco che nella sua carriera ha ricevuto tantissimi consensi. Questo brano, tratto dal suo primo album indipendente dal padre-padrone, “Control” del 1986, fu anche il suo primo numero 1. Ma ci sono tantissimi altri pezzi che vale la pena ascoltare. Anche se io, quando penso a Janet, non posso dimenticare la tetta di fuori al Super Bowl. Accanto a quel figo di Justin…
  • What Goes Around Comes Around – Justin Timberlake – Con Justin si entra nel fantastico mondo delle baby star Disney divenute grandi artisti nel campo della musica e, a volte, del cinema. Solo che Justin ha una marcia in più, e non parlo solo dell’aspetto fisico: ha saputo gestire benissimo la sua carriera sia musicale che cinematografica, vincendo tantissimi premi. Per me “What Goes Around Comes Around” è uno dei pezzi più belli di “Future Sex/Love Sound”, l’album della consacrazione di Justin, che gli è valso ben 4 Grammy Awards. Nella sua carriera ha collaborato con tantissimi artisti, tra cui Snoop Dogg per il brano “Signs”.
  • California Roll – Snoop Dogg feat. Stevie Wonder & Pharell – Sarò sincera, la scelta di questo brano è stata influenzata dalla presenza di Stevie Wonder, non potevo lasciarmi scappare questo collegamento. E’ contenuto in “Bush”, del 2015, l’ultimo album interamente rap scritto da Snoop Dogg. Avrei potuto scegliere tantissimi altri pezzi, che credo userò presto nelle prossime playlist, perchè si tratta di uno dei pochi rapper che ascolto e che mi piacciono. Oltre ad essere uno dei migliori esistenti.
  • I Just Called to Say I Love You – Stevie Wonder – Leggenda della musica soul, tra le mie preferite, di Stevie non se ne ascolta mai abbastanza. L’unicità della sua voce e le sue capacità di musicista polistrumentale l’hanno portato a diventare un artista tra i più importanti e apprezzati nella storia della musica. Anche in questo caso avrei potuto scegliere qualunque pezzo, che comunque sarei andata sul sicuro, ma visto il significato di questo brano, del 1984, non potevo non sceglierlo. Anche solo per ricordarmi di dire Ti amo, ogni giorno. Leggendo la storia di Stevie, ho scoperto che nel 1984 ha partecipato al Festival di Sanremo in coppia con Gabriella Ferri. E’ quindi grazie a lui che, finalmente, arriva un po’ di musica italiana nelle mie playlist.
  • Remedios  – Gabriella Ferri – Per me Gabriella è una delle grandi perdite della musica italiana. La ascolto da sempre, amando particolarmente la canzone popolare romana, e credo abbia dato davvero tanto alla nostra musica. La sua voce profonda, la sua interpretazione struggente e la sua vita tormentata l’hanno resa una grande artista, che ha cantato e amato tantissimo la sua Capitale, spesso in contrasto con un altro grande artista romano: Claudio Villa. Questo brano, del 1974, è diventato famoso solo molti anni dopo, quando divenne colonna sonora di “Saturno Contro”.
  • Arrivederci Roma – Claudio Villa – Anche in questo caso, scegliere un brano tra i 3000 incisi dal “Reuccio” non è stato così semplice. Di “Arrivederci Roma”, brano scritto da Renato Rascel di cui Villa ne ha cantato una sua versione nel 1958, mi piacciono le bellissime parole per una città che amo tantissimo, la musica e l’importanza.
Febbraio (bisestile) non ti temo!

Febbraio (bisestile) non ti temo!

Finalmente possiamo salutare con salti di gioia il mese di gennaio che, per me e per la maggior parte delle persone che conosco, è stato terribile, orrendo, pesante. Insomma, ‘na chiavica di mese.

Ottimo modo per iniziare l’anno, non c’è che dire. Se poi uno prende in considerazione il detto “Anno Bisesto, Anno Funesto”, l’opzione chiudersi in casa ed uscirne l’1/1/17 sembra la soluzione migliore. Ma non se pò fa.

Così, visto che non possiamo prevedere il futuro, per tirarmi su il morale, o per tenerlo già alto in caso di giorni fantastici, ho deciso di creare una playlist che mi accompagni per tutto il mese.

La condivido con voi, sperando abbia lo stesso effetto e che vi piaccia!

Qui trovate la lista delle canzoni, con i link ai video e qualche info, anche sul perché ho deciso di sceglierle. Questo, invece è il link alla Playlist sul mio profilo Spotify “Febbraio non ti temo“.

Enjoy it!!

  • Viva la Vida – Coldplay –  Secondo singolo estratto dall’album “Viva la vida or Death and All His Friends” del 2008, mi ricorda una vacanza di quell’anno, con alcune amiche, a Ischia. Paola, una di loro, ne cantava spesso una strofa “For some reasons I can’t explain, once you go there was never never an honest world”. Leggendo qualche info in più sul pezzo, ho scoperto che i Pet Shop Boys lo hanno reinterpretato nel 2009, unendolo a Domino Dancing…
  • Domino Dancing – Pet Shop Boys – Duo importantissimo nella mia formazione musicale. Scegliere un solo brano da mettere nella playlist sarebbe stato impossibile, perciò ho colto il collegamento fornitomi dal precedente pezzo per inserirne uno che, comunque resta tra i miei preferiti. Domino Dancing, incluso nell’album “Introspective” del 1988, non è stato uno dei singoli di maggior successo dei Pet Shop Boys, forse a causa delle sonorità che si allontanavano dai brani Synthpop che avevano decretato la fama del duo fino ad allora. Ma per me resta un brano bellissimo.
  • It’s no Good – Depeche Mode – Se si parla di Synthpop, non può non esserci il gruppo che ha interpretato al meglio questo genere musicale. Amo i Depeche, da sempre, ma Ultra, del 1997, è sicuramente il mio album preferito. Meno Synthpop dei precedenti, ma con dei suoni fantastici. E il video di It’s no good è di quelli che guarderei per ore! Sarà colpa delle paillettes del vestito di Dave?
  • You Keep Me Hangin’ On – The Supremes – Lo ammetto, l’unico collegamento con la canzone precedente sono le paillettes. Purtroppo quando le vedo non capisco più niente…e comunque si sta parlando delle Supremes, senza di loro la musica sarebbe stata molto meno. E senza Diana Ross chissà che dance ascolteremmo oggi! Questo brano, del 1967, è stato reinterpretato da molti artisti, ma a me piace tantissimo Stop Me, di Mark Ronson, che ne incorpora un pezzo.
  • Stop Me – Mark Ronson – Quando guardo questo video e penso al Mark Ronson di oggi, mi rendo conto di quanto sia una salvazione uno stylist bravo! Stop me, del 2007, è una cover di “Stop Me if You Think You’ve Heard This One Before” degli Smiths, anche se si discosta molto dall’originale, cosa che preferisco, perché rende il brano più adatto al 2000.
  • Please, please, please Let me Get What I Want – The Smiths – Una canzone bellissima,del 1984, relegata ad un lato B dagli stessi Smiths, che l’hanno poi inserita nella raccolta Hatful of Hollow, facendola conoscere a tutti. La trovo meravigliosa, meno di due minuti per dire tantissime cose. Ne ho ascoltato una romanticissima cover di Slow Moving Millie, che mi è piaciuta molto.
  • Beasts – Slow Moving Millie – Ve lo dico: questa cantante (Amelia Warner il suo vero nome) è stata sposata 4 mesi con Colin Farrell, ed ora è la moglie di Jamie Dornan che, nonostante io non sia una fan di 50 sfumature, fa la sua scena. Nasce come attrice, ed è nel 2008 che inizia la sua carriera da musicista. Mi piace molto, adoro questi suoni così rilassanti, soprattutto quelli contenuti nel suo ultimo album “Arms” interamente strumentale.
  • My Kind of Love – Emelie Sandé – La prima artista che mi è venuta in mente ascoltando Slow Moving Millie è Emeli Sandé. Il suo soul mi piace tantissimo, anche perché la sua voce è veramente spettacolare. Questo brano, del 2012, è stato disco di platino e uno dei produttori del cd di cui fa parte, “Our Version of Events” è il bravissimo Naughty Boy, con cui Emeli collabora da sempre.
  • Runnin’ (Lose it All) – Naughty Boy feat. Beyoncé and Arrow Benjamin – Questo brano, del 2015, mi fa impazzire!!! Adoro la voce di Beyoncé e il video è stupendo. Uno di quei pezzi da ascoltare a ripetizione! Ok, lo metto su di nuovo!
  • Underwater Love –  Smoke City – Di video ambientati nell’acqua ce ne sono tantissimi, ma non appena ho visto quello di Naughty Boy, mi è tornato alla mente subito “Underwater Love”, che, nel 1997, divenne famosissimo in Italia perchè utilizzato per la pubblicità della Levi’s (a proposito, ma che fine hanno fatto quelle meravigliose perle di advertising??). Gli Smoke City hanno fatto parte della schiera di artisti britannici che hanno reso famoso uno dei miei generi preferiti, il Trip Hop, un must degli anni ’90!
  • Teardrop – Massive Attack – Parlare di Trip Hop senza ascoltare i Massive Attack è come mangiare un tiramisù senza la crema al mascarpone. Il gruppo di Bristol è sicuramente il creatore di questo genere musicale, e Teardrop, inclusa nell’album Mezzanine, del 1998,  cantata da Elizabeth Fraser dei Cocteau Twins, è sicuramente uno dei brani più belli. Accompagnata da un video meraviglioso di cui si parlò tantissimo, che mostra un feto che canta il pezzo nella pancia della mamma. Una delle più belle cover di questo pezzo è di José Gonzalez, e merita di essere ascoltata.
  • Stay Alive – Josè Gonzalez – Prendi un bellissimo pezzo (Stay Alive, del 2013) e usalo come colonna sonora di uno dei film più belli degli ultimi anni (The Secret Life of Walter Mitty, di cui ha curato buona parte delle musiche): il risultato è davvero stupendo. Questo musicista svedese ha un repertorio che tutti potremmo usare nel film della nostra vita, o per un viaggio in auto, o per una camminata solitaria. Crea quella musica che quando premi play ti senti davvero dentro un film!
  • Escape (The Pinacolada Song) – Jack Johnson – Un altro bellissimo brano tratto dalla colonna sonora di “The Secret Life of Walter Mitty” è la cover di “Escape (The Pinacolada Song” di Jack Johnson, una canzone che mi piace tantissimo! Inoltre le sonorità dell’hawaiano Johnson sembra ti sollevino dalla pesantezza delle giornate no, ce ne vorrebbe una bella dose ogni sera!

E con questa canzone “leggera” vi auguro un bellissimo febbraio. E che il potere della musica sia con noi!

 

Il Panaro* di fatti propri

Il Panaro* di fatti propri

Non credo di parlare di nulla di nuovo, ma l’argomento di questo post è come i mignon ripieni di panna: tutti sanno che fanno male, ma quando ne hanno davanti, sticazzi del colesterolo e della dieta.

Ecco, il il mignon ripieno in questione sono io (la donna gravida). E tutti quelli che mi stanno intorno non possono fare a meno di fare affermazioni, dare consigli e avvertimenti sulla gravidanza non richiesti, nonostante in passato si siano lamentati di chi lo faceva con loro. E non parlo solo di donne (con o senza figli), ma anche di uomini (con figli. Perchè senza non sanno manco de che stamo a parla’. Anche se tutti hanno un’amica che…)

Quindi ecco la voi la lista di 7 affermazioni/consigli/ avvertimenti ricevuti nel primo trimestre di gravidanza, e alla quale rispondere “sticazzi” serve a non mandare moltitudine di gente a quel paese:

7. “Ma tu allatterai? Perché allattare è importante eh!”

Te la mettono giù tipo: o lo decidi ora o mai più. Ma io ancora manco so se ci sarà mai del latte in queste microscopiche tette!! Poi se c’è bene, se no sticazzi!

6. “La pancia è a punta! E’ maschio!” “No, è rotonda! Allora è femmina!” ” Sì ma se hai le nausee allora è maschio ma forse anche femmina” “Ma tu cosa vorresti??”

Io dico che sarà sarà te lo devi prendere così come viene! E allora? A cosa serve sapere che SESSO ha? E se esce ermafrodita? Mi sparo? E se è maschio ma poi sente che dentro è femmina? E se è femmina e decide di diventare maschio? Sticazzi di che sesso è!!!!

5. (segue alle domande/affermazioni poste nel punto 6) “L’importante è che sia sano”

Perché se è malato lo butto? Un figlio è un figlio. Tanto sano o no bisogna sempre dargli il massimo per far si che possa essere felice!

4. “Godeteveli ora questi momenti insieme, che poi non ce ne saranno più per un sacco di anni”

Praticamente una minaccia. Se stavamo bene in due, non facevamo un figlio.

3. “Spendili ora un po’ di soldi per te…che poi sarà tutto per i figli”

Quindi mi si prospetta una vita da piccola fiammiferaia, con le toppe al culo, così ai figli posso comprare 22 jeans/40 magliette/32 vestiti/80 scarpe e centinaia di inutili giochi per stagione? Seeeee…c’avrò un figlio, mica una star di Hollywood!

2. “Partorisci a settembre? Allora passerai un’estate d’inferno”

Quindi mi raccomando, da oggi tutti concepimenti programmati tra aprile e settembre eh! Io ormai sono fregata, morirò al rogo!

1. “Dormi ora che poi il sonno arretrato non lo recupererai mai”

La minaccia delle minacce. Dalla serie, hai fatto un figlio mo sono cazzi tuoi. Vabbè. Quando non dormirò metterò su un po’ di David Guetta e farò finta di stare in discoteca. Tanto sono mesi che mi lamento che non faccio più le ore piccole!

Per fortuna c’è anche una percentuale (2/3%) che invece sta li e ti dice che avere figli è gioia, soddisfazione, felicità. E ricordiamoci che i figli li facciamo per quello. Non per avere qualcosa o qualcuno in più di cui lamentarci.

O almeno proviamo a dare un po’ di visioni serene a chi è totalmente terrorizzato per quello che gli aspetta, e che nonostante tutto ha deciso di mettere al mondo un essere nuovo.

* Panaro: cesto in vimini.

The August Break – days 2/3

The August Break – days 2/3

Con orari un po’ improbabili, sto portando avanti il progetto “The August Break”, di cui ho parlato nel post precedente

Il tema di ieri, 2 agosto, era “Pattern” e, senza pensarci molto, ho scelto di fotografare alcune delle ceramiche che ho in casa. Questa passione è iniziata grazie a due momenti; uno di cui racconterò dopo, perché legato maggiormente alla foto successiva, e dopo aver visto la cucina palermitana di una mia ex coinquilina durante gli anni romani: una tipica cucina mediterranea, con piastrelle di ceramica sui muri, sul tavolo, sui mobili. Ho sempre amato, e sogno di avere, le cucine così: portano l’aria del sud, il sole e l’estate dappertutto. Purtroppo non ho ancora la possibilità di avere una cucina a modo mio, ma mi porto avanti comprando quello con cui riempirò gli armadietti…

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Il tema di oggi, 3 agosto, “Window” mi ha fatto rivivere uno dei momenti più belli della mia vita. Solo leggere la parola finestra mi ha fatto immediatamente ricordare questa foto: era il 10 marzo, ed io avevo iniziato da pochissimo il mio Erasmus a Coimbra, in Portogallo.

La scelta di un Erasmus in un posto non così “di moda”, come magari può essere la Spagna, non era stata casuale: anni prima ero stata in vacanza a Lisbona, innamorandomene perdutamente, tanto da avere una grande voglia di vivere la Lusitania e imparare la sua bellissima lingua.

Così alla prima occasione, feci richiesta per fare l’Erasmus in questo bellissimo paese. L’inizio non fu facile: faceva davvero molto freddo ed io non ero assolutamente preparata, soprattutto per un posto con case senza caloriferi, un po’ come noi al sud. Inoltre confrontarmi con gente nuova (italiana e non) non era stato così semplice come immaginavo, ero veramente diversa da come sono oggi!! E la fortuna di quel primo mese difficile fu proprio l’avere in mano un biglietto per tornare a casa per le vacanze di Pasqua.

Così il giorno prima di tornare a casa, mi organizzai con altre ragazze che avevo conosciuto per andare a Lisbona: loro andavano per assistere alla presentazione di un libro scritto dal loro professore di Portoghese dell’Università di Perugia, mentre io andavo per vedere di nuovo la mia amata Lisbona e prendere un aereo il giorno dopo.

La città ci accolse con un caldo inusuale per quei periodi, sembrava quasi estate! Eravamo ospiti di un’altra ragazza dell’Università di Perugia, che studiava a Lisbona, e condivideva con altri ragazzi, una casa meravigliosa nell’Alfama, il quartiere antico della città. Salimmo e scendemmo decine e decine di scalini in vicoli strettissimi prima di arrivare davanti ad un portone scassato: una volta dentro, superati altri 10 scalini alti 20 centimentri ognuno, entrammo in una sala luminosa e spiazzante: un murales di azulejos campeggiava sulla parete di fronte alla porta, sulla quale poggiava un divano fatto con pallet riciclati e cuscini colorati (quando youtube non era il re del DIY). On air le Cocorosie, rendevano il momento praticamente perfetto.

Nel frattempo che la padrona ci casa ci preparava un buonissimo caffè alla cannella (che ancora oggi preparo quando ho bisogno di rivivere quei giorni), servito poi in tazzine in ceramica verde con piattini a forma di foglia, abbiamo fatto un giro della casa, piccola il giusto, e in camera da letto non ho potuto fare a meno di fotografare la vista offerta dalla minuscola finestra: il tetto di una Chiesa che lasciava intravedere l’estuario del Tago.

Sono passati quasi 10 anni e di quei giorni ricordo ancora tutto: colori, odori, aroma, sensazioni. Mi manca tutto.

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E’ tardissimo.

Boa noite.